“Il viaggio interrotto”. Tra le tante, drammatiche quanto toccanti testimonianze legate alle vittime della strage di Bologna, c’è anche quella di Viviana e Paolo, che vogliamo proporre. Due ragazzi che nonostante la loro giovane età, avevano deciso di sposarsi. Avevano da poco scoperto che sarebbero diventati genitori. Quel tragico destino e un’azione infame e vigliacca, mette fine alle loro vite e a quelle di altre 83 persone tra cui sette bambini. Per non dimenticare. Paolo Zecchi e Viviana Bugamelli, entrambi di 23 anni e residenti a Bologna.



Bologna.Viviana e Paolo, quel 2 agosto 1980 si trovavano in stazione centrale a Bologna per comprare dei biglietti per il 6 settembre successivo, per Livorno , dove si sarebbero imbarcati per l’Isola d’Elba. Un giorno molto affollato, con tutti che partono per le vacanze, in stazione c’è tantissima gente. Una fila di quaranta minuti, Viviana seduta nella sala di fianco. Sono sposati da qualche mese, Franco ha “il posto fisso” e fra poco saranno genitori. Viviana ha infatti scoperto da poco di essere in dolce attesa. Si devono recare dalla zia a prendere alcune cose. Sono di strada, decidono di fermarsi in Stazione per prendere i biglietti per Livorno. Vivono ancora dai genitori di Viviana, fuori città. Si vestono in fretta. Lei indossa il vestito che il marito le ha regalato per il compleanno, bianco a fiori blu. Paolo acquista i biglietti dopo una lunga fila e li mette nel portafoglio. Si volta verso il marasma che c’era in stazione. Famiglie in partenza, genitori che attendono l’arrivo dei figli, ragazzi in viaggio liberi dalla scuola. In mezzo a tutti c’era Viviana, seduta, intenta a guardare il via vai della gente. Poi, un boato. Oggetti sbalzati, crolla tutto.Vetri rotti, urla. Poi il silenzio. Paura.
I profumi dell’Isola dell’Elba erano la cosa che la emozionavano di più una volta sbarcata da quel traghetto. Gelsomino, sambuco. L’Elba dei suoi sogni. Nella testa di Viviana l’Elba era l’alba, la rinascita,l’inizio dei sensi, l’estate che si rinnova. L’isola inquieta e magica, in quell’estate del 1980 sarebbero stati per la terza estate consecutiva in quella casa in affitto a Capoliveri, che dominava dall’alto del promontorio la spiaggia degli Stecchi. Poco più su, il monte Calamita, pieno di quelle pietre che Paolo amava collezionare. Sarebbe stata la sua prima estate dopo il matrimonio dell’ottobre scorso, avrebbe potuto raccontare alle amiche della spiaggia tutti i particolari, il corredo, la cerimonia , i vestiti. Il suo Paolo. Avrebbe avuto un motivo in più per farsi amare sull’isola, e quella creatura da accudire, amare e proteggere, fargli respirare la luce dell’isola e tutti i suoi profumi.


(La testimonianze sono tratte dalla ricostruzione dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, narrate da Lorenzo Vacchi e Jonathan Ferramola)