La sede ferroviaria è per lunghi tratti evidente e rintracciabile con facilità tra Medicina e Massalombarda, mentre nel tratto tra Budrio e Medicina l’ex-sedime è riconoscibile solo in alcuni punti. Un tratto tra Medicina e Ganzanigo è stato trasformato in pista ciclabile. Si può trovare ancora anche qualche vestigia del segnalamento e circa 500 m prima di Massalombarda ove riappare addirittura il binario interrotto da un paraurti poco prima della stazione. Si possono ancora vedere tutti i manufatti in muratura o metallici di attraversamento dei vari canali o fossi, eccetto il ponte sul torrente Sillaro (che era l’opera civile di maggior rilievo di tutta la linea), del quale non vi è più traccia. In condizioni varie si trovano i fabbricati di stazione e le case cantoniere, tutte esistenti come le opere d’arte. In particolare, sono ancora esistenti la stazione diroccata di Sesto Imolese e la stazione di Medicina, in buono stato fino a poco tempo fa utilizzata come bar-ristorante.. A Medicina è presente anche un carro merci semi-interrato ed utilizzato come deposito. Sono ancora esistenti molti caselli, alcuni dei quali abitati, diroccati o addirittura occupati abusivamente.
I motivi della fine della linea ferroviaria dovuti ai cambiamenti della mobilità del nostro Paese, con l’avvento del boom economico e quindi dell’automobile.
L’INTERVISTA AD ALFREDO SANBINELLO DI LEGAMBIENTE SULLA STORIA DELLA FERROVIA
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